SCATTI DI BENESSERE: PHOTOVOICE, ANZIANI E PROMOZIONE DELLA SALUTE

Area Tematica:  Salute

 

Contenuti basati sul lavoro condotto da Silvia Brocchi, Irene Giovanetti, Gaia Del Negro, Greta Ottaviani, Davide Boniforti, Stefania Vianello, Marco Rondonotti e Chiara Ferrari

 

Quali sono i bisogni della popolazione over 65? Su incarico di ATS Brianza, nell’ambito del progetto “City for Care”, alcune collaboratrici e collaboratori di Metodi hanno condotto – tra le altre cose – un lavoro di analisi dei bisogni partecipato e bottom-up che ha coinvolto le persone over 65 che frequentano i quartieri del Terzo Paradiso di Lecco, così come le rappresentanti e i rappresentanti dei servizi che intercettano questa fascia di età. In particolare, sono stati intervistati 36 rappresentanti di enti e/o cittadini attivi e sono stati coinvolti in alcuni laboratori di photovoice 34 anziani.

 

Il progetto “C4C – City for Care. La cura degli anziani e l’invecchiamento attivo nello sviluppo e nella pianificazione delle città del futuro: la comunità di cura diffusa come sperimentazione locale” si colloca nel programma Interreg Italia-Svizzera, Asse 4 (ID 1510020), finanziato dall’Unione Europea (FESR), con l’obiettivo di stimolare il dialogo e la consapevolezza nella popolazione giovane e anziana sui comportamenti e le abitudini che permettono di migliorare la qualità e il benessere dello stato di salute. Il capofila è il CRAMS di Lecco.

 

Che cos’è il photovoice?

 

“Storicamente, le fotografie utilizzate nei progetti di ricerca rappresentano la prospettiva del ricercatore, o dell’osservatore. Invece, i ricercatori che utilizzano il photovoice concentrano l’attenzione sull’esperienza di vita dei partecipanti, e mettono le macchine fotografiche nelle loro mani, azione che modifica la natura essenziale della ricerca stessa, rendendola più vicina alle esperienze e prospettive dei partecipanti” (Latz, 2017)

 

Il photovoice è una metodologia di ricerca-azione partecipata in cui le persone utilizzano la fotografia per rappresentare il loro territorio e le loro esperienze ed esprimere pensieri a riguardo. Una revisione della letteratura del 2009 di Catalani et al. sull’utilizzo del photovoice nell’ambito della promozione della salute, ha evidenziato come questa sia una metodologia utile per:

  • incrementare il coinvolgimento di una comunità
  • comprendere in maniera più accurata i bisogni della popolazione coinvolta
  • accrescere l’empowerment dell’individuo

Nell’ambito di questo progetto, abbiamo chiesto ai gruppetti di anziani intercettati dalle attività di photovoice di utilizzare la fotografia per rispondere a queste domande: “Cosa faccio che mi fa stare bene? Cosa vorrei fare per stare meglio?”. Abbiamo così riflettuto insieme a loro sui bisogni di benessere della popolazione over 65 che frequenta i quartieri del Terzo Paradiso di Lecco. I laboratori di photovoice sono stati condotti presso il “Circolo Arci Promessi Sposi”, presso il campo estivo “KOKO Camp”, presso il bar “La Gerla d’oro” all’interno della RSA Airoldi Muzzi e presso la struttura “Il Giglio”.



Nella foto, persone over 65 osservano una fotografia proiettata su un maxi-schermo e la raccontano ai collaboratori e alle collaboratrici di Metodi presso il Circolo Promessi Sposi di Germanedo a Lecco.

 

Presso il campo estivo “KOKO camp” abbiamo sperimentato inoltre l’utilizzo del photovoice in un’ottica intergenerazionale: alcune nonne e nonni hanno raccontato ai loro nipoti e agli altri bambini e bambine le attività che li fanno stare bene utilizzando le fotografie, e dopodiché bambine e bambini hanno rappresentato, con il supporto degli anziani e tramite l’utilizzo di immagini ritagliate da alcune riviste quello che avevano appreso dai racconti e quello che li faceva stare bene.

 

Guarda la videointervista in cui due collaboratrici di Metodi raccontano la metodologia del photovoice nell’ambito del Laboratorio della Tv dei Quartieri del Terzo Paradiso promosso da CRAMS

 

Il percorso è proseguito con l’inaugurazione di una mostra fotografica creata assemblando le fotografie, che è stata inaugurata il 5 novembre 2022 presso l’Oratorio di Acquate, a cui hanno assistito gli anziani stessi e alcuni stakeholders locali precedentemente intervistati. Nel corso dell’evento, dopo aver visitato la mostra tramite la metodologia interattiva del feminist hack, in piccoli gruppetti abbiamo conversato con i partecipanti, che sono giunti a ideare insieme alcune riflessioni e idee su come promuovere il benessere delle persone over 65 per il committente della ricerca.

 

 

 

Vi lasciamo ora ad alcune delle foto scattate dai protagonisti della mostra mostra (le fotografie sono state tagliate per proteggere l’identità delle persone rappresentate).

 

 

 

 

 

A: «Con i miei nipoti mi diverto, c’è confidenza, abbiamo un forte legame»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

M: «Qui bevo il tè al bar con un’amica delle elementari»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A. mostra con fierezza il suo raccolto di funghi in una vecchia foto: «Per me è proprio un piacere – cosa che non potrò più tanto fare per via degli acciacchi – passeggiare in montagna e raccogliere i funghi»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

G: «Il mio cane, Balù, ha 10 anni. Ho cani da quando sono piccolo. Lui quando vede che preparo zaino e scarponi inizia ad andare avanti e indietro per venire con noi. Ci fa molta compagnia»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

A: «Mi fa stare bene decorare i bavaglini per i miei nipotini. Ricamare è il mio hobby, mi fa stare bene, nonostante io non ci veda più molto bene»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

M: «Al mattino mi alzo, vado sul balcone e parlo ai miei fiori e gli dico, come state cari? come siete belli! Qualunque cosa mi capiti mi scivola via perché sto bene»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P: «Nella foto scattata 10 anni fa è il giorno della corsa a Roma cui partecipano moltissime persone tra cui io, come volontaria, che faccio attività di prevenzione (per il cancro al seno) gratuita presso il Circo Massimo. Qui sono insieme a due amiche: una ha portato la figlia, l’altra è venuta dall’Albania per partecipare»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A: «Mio marito è in casa di riposo, questa è una foto scattata tra un lockdown e l’altro, un piccolo momento in cui abbiamo potuto essere vicini!»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

R: «In pandemia non potevo venire al circolo a giocare a freccette e quindi ho allestito uno spazio in cantina. Faccio anche il vino comprando l’uva dalla pianta, Nebbiolo, San Giovese, e l’olio in Liguria»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APPROFONDIMENTI

  • Guarda la videointervista in cui due collaboratrici di Metodi raccontano la metodologia del photovoice nell’ambito del Laboratorio della Tv dei Quartieri del Terzo Paradiso promosso da CRAMS
  • Leggi un riassunto del progetto City for Care sul sito di Interreg
  • Leggi un articolo sugli showcooking della salute over 65, promossi da ATS Brianza
    nell’ambito del progetto
  • Puoi approfondire la metodologia del photovoice, insieme ad altri strumenti per il lavoro sociale e di comunità, con questo libro
  • Il photovoice è una delle metodologie che vengono approfondite dalla Scuola di Sviluppo di Comunità, promossa da Metodi con frequenza annuale. Per informazioni scrivi a: scuolasdc@gmail.com