VALUTAZIONE COLLABORATIVA

Alessandro Pozzi & Ennio Ripamonti
Publisher: Carocci

Come valutare interventi co-progettati tra Pubblica Amministrazione, Terzo Settore e comunità locali? Il volume cerca di rispondere a questa domanda proponendo l’impiego di approcci valutativi di tipo collaborativo, basati sulla corresponsabilità tra attori sociali. Integrando cornici teoriche, metodologie e strumenti operativi vengono descritti i principi, le fasi e i dispositivi della co-valutazione, una pratica che si trasforma in spazio di apprendimento orientato al miglioramento delle politiche pubbliche

La tesi centrale di questo libro, come si evince chiaramente dal titolo, è quella di sostenere l’opportunità, se non la necessità, di allineare la cultura della valutazione all’evoluzione dei sistemi di welfare dentro cui si situa e alle trasformazioni che li caratterizzano, sul piano politico-sociale, metodologico e operativo. La riflessione che intendiamo proporre riguarda, nello specifico, la contestualizzazione degli approcci collaborativi nell’esercizio della pratica valutativa di progetti e servizi gestiti secondo logiche di coprogettazione.

L’amministrazione condivisa introduce infatti una serie di elementi distintivi che devono necessariamente essere presi in considerazione da chi si occupa della loro valutazione e che riteniamo possano trovare risposta nell’adozione di un approccio di tipo collaborativo. Tra questi elementi figurano l’orizzontalità dei ruoli tra enti pubblici e Terzo Settore, il superamento del binomio valutatore/valutato, la concezione dei servizi come beni comuni di interesse generale, la dinamicità e generatività dei processi di coprogettazione.

Assumere questi elementi come cornice di riferimento implica riconoscere che la valutazione, nei contesti di amministrazione condivisa, non deve limitarsi a fornire pareri tecnici esterni o misurazioni puntuali, ma avere la capacità di accompagnare i processi mentre si sviluppano, sostenere la costruzione di significati condivisi e rendere leggibili le dinamiche collaborative che attraversano la coprogettazione. Non si tratta di “aggiungere partecipazione alla valutazione”, ma di costruire le condizioni affinché gli attori che in diversa misura sono coinvolti in questi processi possano portare un proprio contributo informato anche nella costruzione e nel successivo esercizio del disegno di valutazione, di cui sono a tutti gli effetti corresponsabili insieme al valutatore esterno.

È importante considerare come non si intenda qui “proporre un nuovo approccio”, quanto circoscrivere una serie di opzioni metodologiche che risultano coerenti con il portato dei progetti gestiti secondo logiche di coprogettazione e che ben si prestano ad essere gestite in ottica collaborativa. Per come intesa, infatti, la valutazione collaborativa rappresenta un’evoluzione della valutazione partecipativa: ne incorpora elementi fondativi quali l’inclusività, il coinvolgimento diretto degli stakeholder e la tensione all’empowerment dei sistemi di welfare, pur distinguendosene per alcune specificità che verranno illustrate nel testo.

La concettualizzazione dell’approccio della valutazione collaborativa proposto nel volume non deriva da un esercizio astratto ma dalla sistematizzazione di una pratica esercitata da oltre vent’anni in modo più o meno intenzionale, consapevole e strutturato dalle valutatrici e dai valutatori dell’Istituto Italiano di Valutazione nell’ambito di numerosi progetti, non esclusivamente basati su logiche di co-progettazione. La costituzione di “Nuclei di co-valutazione” che possano coinvolgere i rappresentanti dell’ente pubblico e del Terzo Settore nella costruzione e nella implementazione del piano di valutazione, la previsione di momenti iniziali di formazione e capacitazione sulla “cultura del dato” diretti ai componenti del nucleo di valutazione affinché possano affrontare con maggiore consapevolezza il percorso di ricerca, l’individuazione delle domande valutative attraverso approcci maieutici ed esplorativi, la previsione di sessioni periodiche di supervisione valutativa nell’ambito delle quali socializzare le evidenze emerse e cercare di fornirne un’interpretazione condivisa, sono solo alcune delle attività attraverso le quali la collaborazione viene promossa e valorizzata in chiave valutativa.

La recente diffusione del dispositivo della coprogettazione nella gestione dei servizi pubblici ha fornito il pretesto per una maggiore formalizzazione di questo approccio, che è stato oggetto di riflessione e concettualizzazione all’interno del gruppo di ricerca. Riteniamo infatti che allineare la cultura della valutazione all’evoluzione che i sistemi di welfare stanno conoscendo negli ultimi anni grazie alla transizione verso logiche di tipo collaborativo, di cui la coprogettazione rappresenta un  passaggio fondamentale, possa contribuire a sostenere e potenziare questa spinta evolutiva. Di questo parleremo nei capitoli che seguono.

Il primo capitolo ripercorre le principali fasi di sviluppo del welfare italiano, con una particolare attenzione alla evoluzione di approcci, temi e prospettive che, di volta in volta, sono salite alla ribalta per la loro capacità di interpretare lo “spirito del tempo” e proporre un salto evolutivo. I modi e le forme del valutare non possono prescindere, com’è ovvio, dai modi e le forme del programmare, progettare e realizzare interventi e servizi. Nell’ambito delle politiche pubbliche, in particolare di quelle sociali e educative, questi modi e queste forme hanno visto crescere l’importanza di principi e processi come la sussidiarietà, l’integrazione, la governance, la generatività e la partecipazione, a cui dedicheremo, nelle prossime pagine, un’attenzione specifica e approfondita.

Il secondo capitolo approfondisce il tema dell’amministrazione condivisa e la prospettiva del welfare collaborativo, paradigma dentro cui si situano processi di co-programmazione, co-progettazione e, dal nostro punto di vista, co-valutazione. A partire da una riattualizzazione del concetto di common proponiamo la prospettiva di un welfare sociale come bene comune da gestire attraverso infrastrutture e logiche basate sulla collaborazione. I beni comuni non sono solo ambientali o materiali, ma anche sociali, simbolici e spirituali. Un welfare collaborativo è, in fondo, un welfare dei beni comuni, dove il valore nasce dalla cooperazione tra soggetti diversi, dalla cura reciproca e dalla capacità di costruire mondi condivisi.

Il terzo capitolo propone un’introduzione ai concetti fondamentali della valutazione, con l’intento di fornire ai lettori un vocabolario condiviso sul tema e favorire un utilizzo più consapevole dei termini che la riguardano. Si accennerà dunque allo sviluppo della valutazione nel contesto italiano, verrà proposta una cornice definitoria tratta dalla letteratura, si parlerà dell’importanza delle domande valutative, saranno ripercorse le fasi della valutazione e i principali approcci con i quali la valutazione può essere esercitata.

Il quarto capitolo esplora le caratteristiche specifiche assunte dalla valutazione nel contesto degli interventi gestiti secondo logiche di amministrazione condivisa. Dopo aver richiamato i riferimenti normativi, le prassi e le esperienze che ne accompagnano la diffusione, il testo mette in evidenza gli elementi della coprogettazione che incidono nella costruzione del disegno di valutazione e di cui il valutatore deve tenere conto nella formulazione del disegno di valutazione. Tra questi, la pluralità degli attori coinvolti, la natura generativa dei progetti, la dinamicità dei processi e l’orizzontalità dei ruoli tra Pubblico e Privato, il superamento del binomio valutatore/valutato, la necessità -definita dalla normativa- di far emergere il valore aggiunto della coprogettazione in luogo ad altri tipi di affidamento di appalto. Il capitolo si conclude introducendo l’orizzonte della “valutazione condivisa” come esito coerente con i principi stessi della coprogettazione e come cornice teorico-metodologica per gli strumenti e le fasi valutative che verranno approfonditi nei capitoli successivi.

La proposta della co-valutazione, di cui nel capitolo quinto si introduce una concettualizzazione, nasce come risposta alla complessità dei processi di coprogettazione e alla trasformazione dei sistemi di welfare verso modelli più collaborativi. Il capitolo ricostruisce l’evoluzione dalla valutazione partecipativa a quella collaborativa, mettendo in luce come l’orizzontalità dei ruoli, la corresponsabilità tra attori pubblici e privati e il riconoscimento dei saperi situati suggeriscano modalità diverse di intendere il giudizio valutativo. Vengono qui illustrati i principi che guidano questo approccio e i dispositivi che ne rendono possibile l’attuazione, mostrando potenzialità e limiti dell’esercizio della co-valutazione.

Nel sesto capitolo viene proposta una disamina delle diverse fasi che caratterizzano l’attuazione di un progetto valutativo gestito secondo logiche di co-valutazione. Le fasi, dieci in tutto, seguono la scansione temporale che porta alla costruzione e alla successiva implementazione del progetto valutativo: dalla concertazione dell’approccio con la Committenza alla costituzione di un “nucleo di co-valutazione” composto da rappresentati dell’ente pubblico e degli ETS; dalla definizione collaborativa degli elementi che compongono il disegno valutativo (domande, indicatori, approcci, ecc.) all’implementazione stessa del piano di valutazione, sino alla analisi interpretativa dei dati e delle evidenze emerse e alla redazione della reportistica.

Chiude il volume un ultimo capitolo dedicato alla presentazione di un caso studio, nello specifico l’esperienza di valutazione della rete SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) del Comune di Milano, che introduciamo al fine di illustrare una delle possibili modalità con cui la valutazione collaborativa può essere implementata in un contesto di realtà. Tra i numerosi progetti realizzati dall’Istituto italiano di Valutazione negli ultimi anni abbiamo scelto di portare questo all’attenzione diffusa, perché -forse in misura maggiore di altri- incarna lo spirito dell’agire collaborativo presentato nel volume.

Il testo è dedicato ad Alberto Vergani, collega e amico, lettore attento delle bozze di questo volume, prima che una malattia tanto brutale quanto improvvisa lo portasse via. A lui un debito di gratitudine difficile da restituire, per la passione con cui ha costruito e animato la comunità dei valutatori, per la generosità intellettuale, per quella sua capacità di non perdere mai di vista il senso di ciò che facciamo. E per l’umanità, sempre, che ha saputo mettere in ogni cosa. Un ringraziamento particolare, infine, a Mauro Palumbo, punto di riferimento della valutazione in Italia, che ha corrisposto alla proposta di scrivere la prefazione del libro, arricchendo il volume con riflessioni puntuali e stimolanti che contribuiscono ad inquadrare il senso e la portata del lavoro qui presentato.