COME ATTIVARE PERCORSI DI PARTECIPAZIONE

Ennio Ripamonti & Davide Boniforti

La partecipazione è un principio cardine del lavoro sociale. Il Participation framework è uno strumento che aiuta ad allestire e presidiare con cura processi realistici, sostenibili e capacitanti.


CITAZIONE: Ripamonti & Boniforti (2025), Come attivare percorsi di partecipazione, in “Animazione Sociale”. N. 377-2025


L’importanza di questo fenomeno per la salute di una democrazia e il benessere dei suoi cittadini è reso evidente anche dalla scelta di ISTAT di inserirlo come un nuovo indicatore di misurazione del Benessere equo e solidale della società italiana[1]. È interessante constatare, fra l’altro, che nello stesso report si segnala una progressiva ripresa della partecipazione nell’anno 2022, dopo il forte calo registrato nel biennio 2020-2021 a causa delle misure adottate per contrastare la pandemia. Un’ulteriore conferma di questa ripresa arriva da una ricerca del 2023 in cui si parla espressamente di revival partecipativo, con un ritorno dell’attivismo civico italiano con numeri analoghi alla fase pre-covid[2]. Questa notizia è solo parzialmente positiva. Sappiamo infatti che molti indicatori segnalano una disaffezione partecipativa nel nostro Paese, soprattutto sul versante politico-elettorale, con una scarsa affluenza alle urne anche a livello locale, tradizionalmente più resistente alla crisi della rappresentanza.  L’idea che le persone devono poter influenzare le decisioni che riguardano la loro vita è ampiamente sostenuta in campo politico (quantomeno sul piano delle dichiarazioni) e costituisce un principio fondamentale del lavoro sociale di comunità. Una vasta letteratura internazionale ha dimostrato che la costruzione partecipata di policy e programmi sociali offre diversi vantaggi. Le decisioni sono più attuabili, legittime e sostenibili e meno soggette a contestazioni poiché tengono conto delle esigenze e degli interessi di tutte le parti interessate.

Dotarsi di modelli concettuali e operativi. Un altro importante risultato della partecipazione è lo sviluppo della capacità di approcciare problemi sociali difficili, interagire in maniera costruttiva, gestire decisioni complicate e risolvere controversie. Progettare in modo autenticamente partecipato, inoltre, contribuisce ad aumentare il grado di trasparenza, responsività, responsabilità, equità ed efficienza dell’azione pubblica. Sono molti i casi in cui i processi di coinvolgimento risultano deboli, con preoccupazioni che vanno da un uso puramente simbolico (“decorativo”) o strumentalmente manipolatorio, per legittimare decisioni già prese o programmi già pianificati. Una partecipazione autentica ed efficace dipende da una serie di fattori che sono stati oggetto di attenzione e ricerca da parte di studiosi, professionisti e attivisti nel corso dei decenni. A questo proposito sono stati sviluppati diversi modelli teorico-metodologici. Inquadrare in modo chiaro i processi partecipativi è fondamentale per comprenderne il senso e il valore in relazione alle finalità di un progetto sociale o educativo. A questo scopo proponiamo, in successione, due modelli concettuali ed operativi che fanno leva su processi di tipo emancipativo, inclusivo e responsabilizzante: lo Spectrum della partecipazione pubblica e il modello The tree of participation. Si tratta di due strumenti diversi, ma fra loro collegati, tratti dalla letteratura di settore e che abbiamo adattato nell’ambito di numerose esperienze territoriali. Lo Spectrum è uno schema che aiuta a definire i processi partecipativi che si intende attivare e a comunicarli con chiarezza[3].

L’influenza potenziale della partecipazione. Lo Spectrum è organizzato in base al principio che il livello di partecipazione è direttamente legato al livello di potenziale influenza pubblica sulla decisione o sull’azione (Vedi Schema 2). Questa influenza potenziale può variare da nessuna a totale. Lo spettro è concepito allo scopo di comprendere i livelli chiave che dovrebbero essere considerati all’interno di questi estremi ed è importante riconoscere che stiamo parlando di potenzialità. In pochi casi si può “promettere” l’esatta natura dell’influenza esercitabile dalle comunità locali, se non quando un programma è in fase di implementazione. Nello Spectrum sono descritti cinque livelli rispetto ai quali sono descritti gli elementi che aiutano a spiegare più dettagliatamente caratteristica e intensità della partecipazione. Le due estremità dello spettro si riferiscono ai livelli estremi: dall’assenza di opportunità di influenzare (Inform) all’influenza totale sul risultato (Empower). Questi due livelli funzionano per inquadrare lo spettro, ma non corrispondono all’area in cui si verifica la partecipazione pubblica più frequente. Il livello informativo è lì per ricordarci che a volte non possiamo fare altro che fornire una buona informazione al pubblico come, sul versante opposto, la decisionalità completa rappresenta un evento raramente disponibile. La maggior parte dei servizi o delle organizzazioni che gestiscono progetti territoriali, infatti, non è legalmente in grado di cedere completamente la propria autorità decisionale e per farlo in modo efficace sarebbe necessaria una chiara legittimazione politico-istituzionale e un rigoroso processo di informazione pubblica e capacity building.

Al centro di ogni processo di partecipazione pubblica c’è una promessa nei confronti delle persone. La promessa rappresenta ciò che i cittadini possono aspettarsi dall’agenzia promotrice in termini di accesso, informazione e influenza decisionale. Senza promesse chiare si dà adito ad un’ampia gamma di aspettative che, in gran parte, non potranno essere soddisfatte. Tre semplici regole possono aiutare a partire con il piede giusto: 1) Prometti solo ciò che puoi mantenere 2) Mantieni ciò che hai promesso 3) Comunica ciò che proponi in modo chiaro. L’effettiva partecipazione pubblica dipende sia dalla volontà e dalle capacità di istituzioni e professionisti che da volontà e capacità dei cittadini. Lo Spectrum organizza la partecipazione sulla base di un criterio di incrementalità progressiva di potere a cinque livelli: informare, consultare, coinvolgere, collaborare, decidere autonomamente.

Per l’articolo completo (12 pagine) vai al sito della rivista Animazione Sociale 377/2025

[1] ISTAT, Rapporto BES 2022, pag. 138

[2] www.demos.it/rapporto.php

[3] www.iap2.org