ANZIANI E CITTADINANZA ATTIVA

Ennio Ripamonti
Editore: Unicopli

Il prolungamento della vita consente a sempre più persone d’accedere a una lunga esistenza dopo l’età adulta. Questo periodo, che convenzionalmente chiamiamo anzianità, si è incredibilmente differenziato, sfuggendo alle categorie di rappresentazione più convenzionali e alle chiavi di lettura che la tradizione ci ha consegnato. Da un’epoca storica caratterizzata da una fase giovanile breve, cui seguiva una lunga fase adulta e una breve vecchiaia, si è passati a una nuova e inedita articolazione che vede un’adolescenza sempre più espansa e un’adultità compressa tra una gioventù lunga e un’anzianità dilatata. Come ogni altra età della vita anche l’ultima stagione dell’esistenza è interessata da potenti processi di rappresentazione sociale: se l’infanzia è stata una “invenzione” ottocentesca, oggi è proprio l’anzianità che sta salendo alla ribalta dell’interesse pubblico.

Ma con quale sguardo le società moderne, votate al  “credo” della produzione, dell’efficienza e dell’autonomia, osservano l’anzianità? Se proviamo a soffermarci nella decifrazione di questo sguardo vi scorgeremo i caratteri di un punto di vista prevalente, cioè quello dell’età adulta, maschile, proprio della classe media occidentale. E sono le stesse scienze sociali ad apparire imbevute di questa visione, sia quando dipingono l’anziano unicamente come una “persona da assistere” sia quando lo indicano, ottimisticamente, come una “risorsa da utilizzare”.

La conquista di una vita più lunga interroga la società dentro cui questa vita si svolge, oltre che il progetto esistenziale del singolo soggetto. La realizzazione di una persona attiene a tutte le età, nessuna esclusa, e se potranno essercene di più propizie di certo non sono immaginabili età proibite o proscritte. Si tratta quindi d’aprire varchi che consentano di trasformare l’attuale approccio gerontologico in una prospettiva comunitaria e multigenerazionale, anche perché il modo in cui una società si rapporta con il proprio invecchiamento riguarda non solo gli anziani d’oggi ma, in un modo o nell’altro, ognuno di noi in un futuro più o meno lontano.

Attraverso i contributi della psicologia di comunità e dell’educazione degli adulti, il libro intende offrire idee utili a promuovere la cittadinanza attiva degli anziani e una società per tutte le età.